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La Shoah nel vissuto del popolo polacco, La pensione (Piotr Pazinski)

Una Polonia che vive tuttora nell'ombra della Seconda guerra mondiale è quella di cui parla lo scrittore polacco Piotr Pazinski nel suo libro La pensione, tradotto da Mimesis per la collana eLit di letteratura europea e vincitore del Premio Letterario Europeo.

Questo video, realizzato per Mimesis grazie al contributo e alla collaborazione con Atlante del Novecento Letterario, ci riporta all'incontro dell'autore con gli studenti dei licei Socrate, Peano e Virgilio di Roma avvenuto in occasione della fiera Più Libri, Più Liberi di Roma (7-11 dicembre 2016).

Gli interventi dei ragazzi, uniti a quelli del traduttore Alessandro Amenta, di Simona Cives delle Biblioteche di Roma e della scrittrice Ilaria Gaspari, sono una testimonianza del potere della letteratura quando racconta la storia di un popolo, in questo caso polacco, all'indomani della strage del secondo conflitto mondiale.
Attraverso il protagonista della Pensione, che ripercorre la storia di un popolo che ha vivo nella memoria il dramma della Shoah, la letteratura interroga, risponde ad alcune domane, induce alla riflessione, ma soprattutto «contiene verità», come riferisce lo stesso autore.

E in un giorno in cui si commemorano le vittime dell'Olocausto, un libro come La pensione diventa uno strumento per fare memoria di un passato e di una tradizione, quella polacca, che va scomparendo nella memoria dei molti, ma non in quella di un popolo. 

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Piotr Paziński alla fiera Più libri, più liberi di Roma presenta il suo ultimo libro

Un peccato è un peccato, ma questo è un problema di Dio, non mio
Piotr Paziński

Piotr Pazinski, ospite alla fiera Più libri, più liberi di Roma (7-11 dicembre) ha parlato del suo romanzo La pensione di fronte a una sala gremita di persone. Tra essi anche gli studenti dei licei Peano, Socrate e Virgilio di Roma, che sono intervenuti insieme all'autore per dare il loro contribuito all'Atlante digitale del Novecento letterario, il progetto ANovecento, finanziato dal Miur. 

Sul romanzo del polacco Paziński sono intervenuti il suo traduttore Alessandro Amenta,  Simona Cives (Bilbioteche di Roma e Casa delle traduzioni di Roma) e la scrittrice Ilaria Gaspari.

 

 

  

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Fiera del Libro di Lubiana dal 22 al 27 novembre

È appena iniziata la Fiera del Libro di Lubiana, una manifestazione culturale che per cinque giorni ospiterà eventi e presentazioni di libri, in grado di raccogliere attorno a sé 30.000 visitatori.

Quest'anno un'attenzione particolare è riservata all'Italia, presente come paese ospite con gli autori Paolo Rumiz, Antonio Scurati e Susanna Tamaro.
Tra gli autori sloveni ci sarà anche la nostra autrice Gabriela Babnik, la cui opera Sušna doba è in corso di traduzione per la collana eLit.

L'evento, giunto alla sua 32° edizione, rinnova l'interesse e l'attenzione del paese sloveno per la promozione della lettura, della letteratura nazionale e internazionale, come dimostra la presenza di oltre 100 autori nazionali e 30 autori stranieri.

Link utili: Istituto Italiano di Cultura in Slovenia

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L'autrice slovena Gabriela Babnik tra i candidati al Premio Letterario di Dublino

Con grande onore diamo la notizia, fresca di annuncio ufficiale, che il libro Sušna doba (Dry season) dell'autrice slovena Gabriela Babnik, è tra i 147 titoli selezionati per l'International IMPAC Dublin Literary Award del 2017.

Il libro, che il prossimo anno uscirà per Mimesis nella collana eLit (traduzione a cura di Michele Obit), è stato vincitore nel 2013 del Premio Letterario dell'Unione Europea e rappresenta il secondo titolo sloveno di eLit dopo Niente di nero in vista di  Nataša Kramberger.

L'International Impac Dublin Literary Award è un prestigioso premio letterario internazionale di narrativa scritta o tradotta in lingua inglese, che viene assegnato da una giuria composta da 400 sistemi bibliotecari in 177 paesi del mondo, il cui valore ammonta 100.000 euro.

Gabriela Babnik, giovane e fresca voce del panorama letterario sloveno contemporaneo, si unisce a una lista di importanti nomi quali Paul Beatty, Paula Hawkins e Dario Fo, anch'essi nella rosa dei 147 titoli selezionati. I finalisti selezionati verranno comunicati l'11 aprile, mentre il vincitore sarà eletto il 21 giugno 2017. 

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In libreria "La pensione" del polacco Piotr Pazinski

Dopo le traduzioni dal polacco in lingua croata, ceca, francese, tedesca e serba, l’opera La pensione di Piotr Pazinski appena pubblicata nella collana eLit, giunge a noi grazie al lavoro di traduzione di Alessandro Amenta, studioso di lingua e letteratura polacca.

Attraverso la storia di un ragazzo che decide di tornare alla pensione alle porte di Varsavia dove era solito trascorrere il tempo con sua nonna, Pazinski ci porta a riflettere sul passato degli ebrei sopravvissuti all’Olocausto che popolano ora la pensione. 

Quella che sembra una trama apparentemente semplice, rivela in realtà una stratificazione di profondi significati che si rifanno alla cultura ebraica, fatta di racconti, credenze e tradizioni intrinsecamente radicate nella coscienza di un popolo. Ed è attraverso un romanzo che Pazinski intreccia il passato e presente del suo popolo, portandone alla luce l’essenza che ne caratterizza la cultura. Trovano così spazio, in questo racconto a tratti cupo, in altri dolce e ironico, le domande cruciali sull’esistenza o meno di Dio. Un dibattito che coinvolge i protagonisti che sono ebrei polacchi, giovani e anziani, tutti portatori di un proprio destino e di una profonda visione dell’esistenza.

Noi lettori siamo così condotti a varcare le soglie della pensione per affrontare temi distanti dal nostro vissuto, ma che appartengono alla nostra coscienza europea di uomini e cittadini che hanno radici comuni.

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Lada Žigo a Udine in dialogo con la sua traduttrice Elisa Copetti

In occasione del Festival Mimesis tenutosi a Udine dal 17 al 22 ottobre, la nostra autrice Lada Žigo ha presentato il suo libro Roulette, dialogando con la traduttrice Elisa Copetti. Sono intervenuti Eugenio De Caro, Progettista europeo Responsabile Ufficio progetti Mim-Eu e Pierre Dalla Vigna, Direttore editoriale Mimesis.

Il Festival Mimesis
Il Festival è nato nel 2014 su iniziativa dall’associazione culturale “Territori delle idee” in sinergia con la casa editrice Mimesis. Giunto alla sua terza edizione, anche quest’anno il Festival offre un programma di divulgazione umanistica e scientifica di primo livello, in collaborazione con l’Università di Udine e diversi altri enti culturali di rilevanza nazionale. Il programma si struttura intorno ai grandi temi dell’arte, della filosofia e del diritto. Da lunedì 17 a sabato 22 ottobre, sei giorni di programmazione culturale, ciascuno articolato in diversi momenti: gli incontri con le scuole la mattina, le presentazioni e i dibattiti in vari luoghi della città, l’incontro con gli autori nelle principali librerie di Udine. Intellettuali e studiosi di fama internazionale si confronteranno su temi di attualità e di forte rilievo culturale con un taglio divulgativo accessibile a tutti.

 

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Nataša Kramberger ospite a Bergamo

Criticate tutti..tranne Shakespeare.
Questo è il nome del concorso per lettori promosso dall'Associazione Culturale Il paese che non c'è, con il patrocinio del Comune di Bergamo, che domenica 23 ottobre ha premiato i lettori che meglio si sono distinti nella recensione del loro libro preferito.

La cerimonia, che si è svolta nell'elegante sala Ferruccio Galmozzi di Bergamo, ha visto la partecipazione come ospite di Nataša Kramberger che, per l'occasione, ha presentato il suo romanzo Niente di nero in vista.

Il Paese che non c'è è un'Associazione Culturale Internazionale che opera senza fini di lucro per la promozione della cultura. Fondata nel 1989 da Angela Sabella, tuttora presidente, dal 2006 ha trasferito la sua sede da Milano a Bergamo.
Aperta a tutti coloro che hanno interesse per la scrittura, è in primo luogo un punto di riferimento e d'incontro per scrittori, lettori e spirito liberi.

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Nataša Kramberger ospite a Duemilalibri di Gallarate

In occasione di duemilalibri, la Fiera del libro svoltasi a Gallarate dal 15 al 23 ottobre, Nataša Kramberger ha presentato il suo romanzo Niente di nero in vista al teatro Condominio "Vittorio Gassman".

La fiera, giunta alla sua diciassettesima edizione e curata dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Gallarate, si sta affermando come manifestazione culturale di sempre maggiore rilievo.

 

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Aspettando Lada Žigo al Mimesis festival di Udine, un estratto da Roulette

*Immagine di pagina: Metropolis di Georg Grosz.

In attesa della presentazione del romanzo Roulette di Lada Žigo, in programma il 17 ottobre a Udine all'interno del Mimesis Festival, proponiamo un estratto del romanzo (traduzione di Elisa Copetti).

Il protagonista, Ante, veterano della guerra dei Balcani degli anni Novanta, sta vagando per Zagabria, silenziosa metropoli mitteleuropea, quando, tutto ad un tratto, viene accecato dal rosso di una sala slot in lontananza. Resistere a quella tentazione è impossibile, soprattutto se quel colore rievoca in lui i terribili ricordi della guerra passata. Ecco che nel gioco dei colori rosso e nero, gli unici che riesce a vedere, la guerra, la vita e il gioco si intersecano tra loro, provocando in lui un turbamento senza fine. 

In lontananza intravide le luci della sala slot, le luci bizzarre della vita lo trasportavano e le belle sirene lo insediavano ancora una volta. «Vieni, Ante, come in and win!». Fuggiva con il pensiero delle cascate di miele che scendevano sai muri degli edifici zagabresi senza finestre dove, in mezzo al purgatorio, si offriva l'ingresso al dolce paradiso.
Aprì bruscamente la porta e avanzò come un soldato.
Fu accecato dal rosso. Rimase in piedi a guardare, immobile come una statuina. Il rosso delle pareti, il rosso della grande roulette elettronica: era il rosso seducente del diavolo che aveva lo stesso aspetto di quell'uomo che il maggiore aveva mandato nel paese di Smilcici a ordinagli: «Ammazzali, ammazzali, dal primo all'ultimo!». Guardava, i pensieri lo aggredirono di nuovo e il rosso gli colava addosso come sangue. In una casa aveva ucciso cinque civili innocenti, li aveva fatti metter in fila accanto al camino, due vecchi, la madre, il padre una bambina che in braccio stringeva una bambola, il sangue era schizzato sui muri e sul pavimento, e la bambola era rimasta a terra insanguinata, morta; allora per ani aveva sognato sogni rossi, divampava di calore, la mansarda si infiammava, di rosso fuoco, a quel punto pensava soltanto al nero, alla propria morte, per scacciare dai pensieri tutto quel colore. Viveva continuamente tra il nero e il rosso, senza altri colori. Disturbo post-traumatico da stress. Rosso è il sangue, nera la morte. La roulette. È rossa e nera, come la guerra, solo che qui non si perde la vita, ma l'esistenza, e anche la vita allora appesa di nuovo a un filo. La somma di tutti i numeri sulla roulette è 666. Il numero di Satana. Aveva combattuto in guerra, aveva puntato sul rosso e sul nero, sul sangue e sulla morte, e poi aveva capito di essere stato tradito, che il capitalismo non conosce confini, che tutti si erano riuniti per ballare il kolo ancora una volta, aveva capito che la vita è una ruota e lui soltanto uno schizzo su di essa. Non stava più da una parte o dall'altra, perchè la ruota nulla tutte le direzioni, tutti i punti di riferimento.
Era rimasto intrappolato. Senza dritto e rovescio della medaglia, senza un centro di gravità. Era un dado. E niente più.

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Mittelfest, un festival di cultura che guarda “all’altra Europa”

Cividale del Friuli è, tra le città italiane, quella che più di tutte rappresenta “l’altra Europa”, quella dell’incontro, dello scambio e del dialogo, in cui sono transitati popoli e culture di comune radice mitteleuropea.
Ed è proprio da questo elemento comune, dal sapore internazionale, che trae ispirazione il Mittelfest, il festival artistico che dal 16 al 24 luglio 2016 si terrà a Cividale del Friuli con il titolo Terra! e all’orizzonte i fuochi. Giunto ora alla sua venticinquesima edizione, l’evento mette al centro del suo sguardo proprio “l’altra Europa” che ha visto l’incontro di Italiani, Austriaci, Jugoslavi, Ungheresi e Cecoslovacchi.
Mittelfest lo fa attraverso un programma variegato di dibattiti, incontri, teatro, musica e danza, che accende i riflettori su una comunità multinazionale europea che ha condiviso un passato comune e che guarda insieme al futuro.
Basti pensare alla posizione geografica di Cividale, punto di intersezione tra le lingue tedesche, neolatine e slave, che qui si erano confrontate, per comprendere come la cittadina rappresenti una viva testimonianza di quel crogiolo di influenze che è stata nel secolo passato.
E, sul finire del ‘900, Giorgio Pressburger, ideatore e per oltre un decennio direttore artistico del festival, così ne riconosceva il valore culturale

«Quella cultura che era unitaria ai tempi dell’impero austroungarico sembra ritrovare adesso, verso la fine del secolo, la sua compattezza. Nei due primi decenni del ‘900 nell’Europa centrale e centro-orientale era avvenuto qualcosa di paragonabile a un Rinascimento, un’incredibile concentrazione di creatività. Due guerre hanno devastato tutto. Ma noi, quei legami, possiamo tornare a stringerli».

Idee che sono poi state portate avanti dai direttori che sono succeduti alla guida del festival, fino a Franco Calabretto, ora alla direzione.
A proposito del patrimonio culturale di “un’altra Europa”, l’antropologo Nicola Gasbarro chiudeva l’edizione 2013 di Mittelfest:

«Solo se saprà analizzare comparativamente il suo passato, l’Europa avrà un futuro e una nuova prospettiva antropologica. Solo in questo modo: mettendo in moto una diversa immaginazione culturale».

Con un’attenzione speciale alla valorizzazione e alla salvaguardia degli ambienti naturali, Mittelfest anche quest’anno punta lo sguardo delle comunità europee su problemi distanti dalla politica internazionale, «ma che toccano la vita quotidiana delle persone, il loro benessere, la sicurezza nel futuro nel tempo delle crisi, il bisogno di un nutrimento che non sia solo alimentare».
Significa guardare all’altra Europa da una prospettiva, opposta a quella dei pregiudizi nazionali, che cerca di valorizzare i legami e la circolazione di valori tra i Paesi che hanno vissuto le trasformazioni violente e morbide della fine del ‘900. 

Rielaborazione tratta da Roberto Canziani, che si è rifatto al contributo storico pubblicato in Mittelfest. Palcoscenico d’Europa, volume a cura della Regione Friuli Venezia Giulia, 2014.
Per informazioni: www.mittelfest.org.
 
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